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Clienti UE o extra-UE: come comportarsi con la fattura elettronica?

Clienti UE o extra-UE: come cambia l’emissione della fattura elettronica?

Chi ha una Partita Iva abilitata a commerciare (beni o servizi) anche con l’estero, quindi registrata presso il Vies, che si tratti di un libero professionista o un’azienda, può regolarmente e legalmente avere clienti sia residenti sul territorio nazionale, sia su quello europeo sia su quello extra-europeo. Una scelta che implica sicuramente un valore maggiore di lavoro e impegno ma che ha il vantaggio di ampliare di molto il bacino d’utenza per la propria professione e, di conseguenza, ambire e aspirare a guadagni e successi maggiori. Il problema si pone però per il discorso della fatturazione elettronica, obbligatoria anche per il 2020, come confermato dal Governo: quali differenze ci sono tra una fattura emessa per clienti UE o extra-UE? Come bisogna comportarsi per quanto riguarda la trasmissione dei documenti fiscali, ai fini della Dichiarazione dei Redditi, all’Agenzia delle Entrate tramite SdI?

Fattura elettronica per l’Italia e per l’estero

clienti ue o extra-ue

Fatturazione

Con l’avvento dell’obbligo di fatturazione elettronica, di fatto, l’utilizzo della fattura come documento in sé non è cambiato rispetto a quando si utilizzava il cartaceo.

Infatti, la fattura è un documento che:

  • attesta l’avvenuto scambio di merci o servizi tra due soggetti (venditore e cliente) di cui il primo in possesso di Partita Iva e il secondo non necessariamente;
  • dichiara la somma di denaro che il venditore ha incassato dal cliente, utile al fine di stabilire il ricavo annuo del professionista o dell’azienda, dato che contribuirà a stabilire il guadagno sul quale poi si calcolerà il dovuto in termini di tasse;
  • è il documento che attesta anche la regolare aggiunta dell’IVA, tassa che poi il venditore dovrà versare all’Agenzia delle Entrate.

Pertanto, anche adesso che la fattura è diventata digitale, la sua funzione è sempre la stessa e, che si tratti di una transazione avvenuta con un cliente italiano, europeo o extra-europeo, è comunque necessario emettere tale documento per regolarizzare lo scambio di merci/servizi in cambio di denaro e per attestare i propri ricavi e le proprie operazioni commerciali o professionali.

Clienti UE o clienti extra-UE: come si compila la fattura?

Il primo, e più ostico, problema da affrontare quando si deve distinguere tra fatture per clienti UE o clienti extra-UE è quello dell’applicazione dell’IVA. Infatti, l’Imposta sul Valore Aggiunto è stabile solo per transazioni, acquisti e vendite effettuate sul territorio nazionale ma il suo valore può cambiare se le stesse operazioni vengono svolte a favore di un cliente residente all’estero.

  1. Caso A. Se un cliente residente all’estero acquista un prodotto in Italia ma manifesta l’intenzione di portarlo nel suo Paese di residenza, viaggiando con mezzo proprio, aereo, treno o altro, ha la possibilità di pagare l’IVA in percentuale stabilita nel proprio Paese. La fattura va comunque emessa al momento della transazione, quindi l’IVA andrà specificata in base al valore attuale italiano, poi sarà cura del cliente restituire il documento entro 90 giorni, anche tramite l’aiuto di agenzie specifiche tipo la TAX FREE, per ottenere l’eventuale rimborso della differenza. In questo caso, però, chi emette fattura deve necessariamente specificare questa situazione, evidenziando in trasparenza lo storno che il cliente otterrà sul prezzo finale.
  2. Caso B. Le consulenze prestate su territorio nazionale (e i servizi assimilabili, ad esempio visita medica specialistica) a clienti residenti all’estero, vengono invece fatturate normalmente, come se si trattasse di cittadini italiani. Sarà poi il cliente che, all’atto della Dichiarazione dei Redditi, potrà eventualmente (se nel suo Paese di residenza è prevista l’opzione) scalare la fattura in base alla regolamentazione locale.
  3. Caso C. La merce inviata da territorio nazionale a estero va fatturata al momento dell’accettazione doganale, adottando la dicitura specifica in fattura e i prezzi IVA previsti dal Paese ricevente. L’esportazione, invece, in quanto servizio, non è soggetto a IVA. Questo significa che l’imposta va aggiunta esclusivamente al valore della merce e non al totale della fattura, se in questo è compresa la spesa di spedizione che, in soldoni, è praticamente il costo dell’imballo, del trasporto e del disturbo per aver spedito il pacco.

La fattura elettronica, che sia per clienti UE o extra-UE, deve comunque essere compilata come al solito, ossia inserendo tutti i dati obbligatori. Andranno aggiunte però le diciture specifiche, laddove necessario, ad esempio “non soggetto a IVA” o la specifica dell’IVA applicabile.

clienti ue o extra-ue

Tax Free

Fattura 2020: clienti UE o extra-UE, deve essere per forza elettronica?

La novità, e l’argomento da approfondire, riguarda soprattutto l’obbligo di emettere fattura elettronica in caso di transazioni con clienti esteri. Se si vendono prodotti o servizi a un cliente residente al di fuori della Comunità Europea, e questo avviene ad esempio tramite consulenza online o invio di merce a domicilio, non è necessario emettere fattura elettronica ma basta inviare al cliente una copia in PDF del documento. Che, comunque, dovrà essere trasmesso al SdI e conteggiato al momento della compilazione della Dichiarazione dei Redditi. Tuttavia, chi lo desidera può tranquillamente fatturare elettronicamente anche in caso di affari esteri, anzi, è l’opzione consigliata dall’Agenzia delle Entrate che, in questo modo, riesce a tracciare e monitorare con maggior precisione e sicurezza la situazione economica, e di conseguenza fiscale, del professionista o dell’azienda. Inoltre, utilizzare l’opzione della fatturazione elettronica è una scelta più semplice e veloce.

Questo perché:

  • in caso di opzione di fattura inviata in PDF bisognerà procedere con l’applicazione dei principi dell’esterometro. Si tratta di una modalità alternativa di trasmissione di documenti all’Agenzia delle Entrate che, per forza di cose, obbliga chi ha emesso fattura ad effettuare una procedura diversa, con conseguente dispendio di tempo;
  • se invece si fattura elettronicamente anche per l’estero si può tranquillamente inviare la fattura al SdI con la modalità classica, avendo solo cura di inserire alcuni dati specifici.

Fattura elettronica per clienti extra-UE

Come si compila una fattura elettronica per l’estero? In maniera molto simile a una fattura locale, quindi inserendo:

  • tutti i dati del venditore;
  • i dati del cliente, ad esclusione del CAP, che verrà indicato convenzionalmente con 00000;
  • data e numero progressivo;
  • elenco di merci o servizi venduti con prezzo unitario;
  • specifica dell’IVA se necessario e relativa dicitura standard;
  • spese accessorie in trasparenza;
  • eventuale specifica della necessità di applicare in un secondo momento il servizio TAX FREE per il rimborso dell’esubero IVA;
  • netto a pagare.

Inoltre, su fattura elettronica estera non tramite esterometro, va indicato:

  • il codice convenzionale destinatario composto da sette X, ossia: XXXXXXX;
  • la Partita Iva estera del destinario, senza mettere il Codice Fiscale, anche se si tratta di un privato senza Partita Iva.

Utilizzando le app per la fatturazione elettronica è possibile compilare fatture sia per clienti UE o extra-UE, così da trasmettere al SdI, in automatico, tutta la propria documentazione fiscale in maniera semplice, veloce e automatica, anche in caso di una o più transazioni estere.

Maria MonacoClienti UE o extra-UE: come comportarsi con la fattura elettronica?

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